Ipovisione a Maglie: percorsi di riabilitazione e ausilii ottici
L’ipovisione è una condizione visiva caratterizzata da una riduzione significativa della capacità visiva che non può essere completamente corretta con occhiali, lenti a contatto o interventi chirurgici tradizionali. Rappresenta un importante problema di salute visiva e può avere un forte impatto sulla qualità di vita della persona.
Un corretto inquadramento diagnostico e un adeguato percorso di riabilitazione visiva consentono però di migliorare l’autonomia e il benessere del paziente ipovedente.
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Chi è l’ipovedente
Vengono considerati ipovedenti coloro che possiedono:
- acuità visiva non superiore a 3/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore nonostante la migliore correzione ottica;
- residuo perimetrico binoculare inferiore al 60%.
Le cause
L’ipovisione è al terzo posto, dopo l’artrite e le patologie cardiovascolari, tra le cause di perdita dell’autonomia e di necessità di assistenza nelle attività quotidiane.
Le cause variano da paese a paese e dipendono dalle condizioni economiche e dall’efficienza del servizio sanitario.
Le cause principali nel mondo occidentale si distinguono in:
- degenerazione maculare legata all’età (DMLE)
- glaucoma
- retinopatia diabetica
- patologie retiniche ereditarie
- esiti di traumi oculari
- patologie neurologiche
I sintomi dell’ipovisione
L’ipovisione può essere legata alla perdita di 2 tipi di visione:
- visione centrale: la riduzione della visione avviene nella parte centrale della visione e si basa sulla valutazione dell’acuità visiva con la migliore correzione ottica (BCVA). I pazienti riferiscono di non riuscire più a distinguere i volti delle persone, né a leggere né a compiere le più semplici azioni quotidiane. Le cause sono legate a patologie della retina, come degenerazione maculare, retinopatia diabetica;
- visione periferica: la riduzione della visione avviene nella parte periferica della visione, la cui valutazione avviene tramite l’esame del campo visivo (Esterman oppure percentuale di Zingirian-Gandolfo). I pazienti riferiscono di non riuscire a vedere lateralmente gli oggetti o le persone, difficoltà nel deambulare autonomamente. Le cause sono legate a patologie del nervo ottico, come glaucoma, sindrome di Leber.
A quale specialista rivolgersi
Molteplici sono le figure che intervengono nella diagnosi e riabilitazione del paziente ipovedente, tra queste:
- oculista
- ortottista
- ottico
Nello specifico, l’oculista si occupa della causa della patologia; l’ortottista della riabilitazione del paziente e l’ottico nel fornire e istruire il paziente all’uso degli ausilii ottici.
La diagnosi dell’ipovisione
Al fine di porre una corretta diagnosi di ipovisione, in base al tipo di deficit visivo, bisogna sottoporsi a specifici esami strumentali:
- OCT (Tomografia Ottica Computerizzata), utile nella diagnosi di patologie della retina centrale e del nervo ottico;
- fluorangiografia (FAG), utile nella valutazione e diagnosi di patologie infiammatorie e vascolari della retina;
- microperimetria, definisce il danno anatomico ed individua il miglior punto di fissazione retinica;
- campo visivo, calcola il residuo visivo periferico;
- PEV (Potenziali Evocati Visivi), utili nella valutazione dell’integrità funzionale delle vie visive.
Come si cura l’ipovisione
Per quanto riguarda il trattamento, da un punto di vista medico, è necessario individuare e curare la causa, ovvero la patologia.
- Maculopatia miopica o legata all’età: si interviene con iniezioni intravitreali (IVT)
- Distacco di retina: si interviene con trattamento argon laser oppure vitrectomia
- Glaucoma: si interviene sia con farmaci, sia attraverso interventi chirurgici in grado di controllare ed abbassare la pressione dell’occhio.
Inoltre, sempre su indicazione dell’oculista, un grande aiuto è fornito dagli ortottisti che rivestono un ruolo molto importante nell’ambito della riabilitazione visiva, eseguendo esami diagnostico-strumentali e insegnando al paziente a sfruttare il proprio residuo visivo tramite l’utilizzo di ausili ottici e visual training. Infatti, mentre nel paziente non vedente non è più possibile un recupero della funzionalità visiva, nell’ipovedente è possibile sfruttare aree di retina ancora sane per migliorare, per quanto possibile, la qualità della vita del paziente.
A tal proposito l’oculista può prescrivere ausili visivi:
- ausili ottici per vicino: video ingranditore, ausilio ottico ipercorrettivo;
- ausili ottici per lontano: telescopio Galileiano, filtri selettivi.
Ipovisione e qualità della vita
Un percorso riabilitativo adeguato consente alla persona ipovedente di:
- recuperare autonomia nelle attività quotidiane
- migliorare la sicurezza negli spostamenti
- mantenere una vita sociale attiva
- ridurre l’impatto psicologico della perdita visiva